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Idrogeno e cattura della CO2: Belgio e Norvegia unite nella transizione energetica

La crisi attuale, acuita dal conflitto in Ucraina, sta dimostrando come sia fondamentale accelerare la transizione energetica. Per farlo, è necessaria però anche una reale e fattiva cooperazione tra Stati.


Esempio da seguire, la collaborazione tra Norvegia e Belgio, in particolare con la regione delle Fiandre, ribadita e rilanciata nell’incontro tra Terje Aasland, Ministro del petrolio e dell’energia norvegese, e Jean Jambon, rappresentante della regione fiamminga.


In particolare, i due Paesi continueranno a lavorare per lo sviluppo dell’energia eolica offshore, la cattura e lo stoccaggio della CO2 e la produzione di idrogeno.


Uno dei progetti congiunti è H2BE, che prevede la realizzazione di un impianto da 1 GW per la produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio nell’area portuale di Gand, nelle Fiandre.


Il progetto è basato sulla produzione di idrogeno dal gas naturale utilizzando la tecnologia di reforming autotermico (ATR), combinata con la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS). Una volta catturata, la CO2 verrebbe trasportata in forma liquida e immagazzinata in modo permanente in un sito individuato nei fondali norvegesi del Mare del Nord.

Per quanto riguarda l’eolico offshore invece, il governo norvegese ha annunciato l’inizio della prima fase di produzione nell’area di Sørlige Nordsjø II.


L’elettricità sarà trasmessa alla terraferma tramite un cavo sottomarino. Questa prima fase prevede una capacità di 1,5 GW e produrrà circa 7 TWh l’anno, sufficienti per soddisfare il bisogno elettrico di 460.000 famiglie.