• TRANSIZIONE ENERGETICA

Marino (Ansaldo Energia): “La transizione è una opportunità di crescita”

Nel desolato panorama industriale italiano, una delle poche realtà che con orgoglio e capacità porta alto nel mondo il nome del nostro Paese è senz’altro Ansaldo Energia che, nonostante il Covid-19 e le difficoltà - per chi è di base a Genova - conseguenti al crollo del ponte Morandi, ha visto nel 2020 un incremento dei ricavi dell’11 per cento.


Della vicenda del ponte e della pandemia, ma anche e soprattutto di transizione energetica,

delle sfide che ci attendono e di come affrontarle parla Giuseppe Marino, CEO & General

Manager di Ansaldo Energia nell’ampia intervista di copertina che apre l’ultimo numero di Nuova Energia, attualmente in distribuzione.


“La sfida della transizione ecologica ed energetica va vista come un’opportunità di crescita e di sviluppo. Il termine transizione, nella sua accezione più ampia, è ormai entrato nel nostro linguaggio quotidiano, così come quello di resilienza. Le parole sono il segno di un cambiamento necessario. La transizione ecologica – forse la più conosciuta – si declina nello specifico di transizione energetica, tecnologica, sociale, culturale”.

“È innegabile - continua Giuseppe Marino nell’intervista - che il nostro approccio al cambiamento segnerà inevitabilmente il modo di essere delle prossime generazioni. In questo

momento dobbiamo uscire dalla logica esclusiva del payback return, dell’immediatezza dell’azione–reazione: le azioni di oggi hanno delle conseguenze sull’immediato, ma dobbiamo ricordarci che andranno a influire su valori intangibili i cui effetti saranno visibili tra venticinque, forse trent’anni. Stiamo costruendo, insomma, le basi di una nuova generazione. Abbiamo un compito importante, quindi. Siamo in un momento in cui dobbiamo rispondere alle sfide con un’immediata adeguatezza, trasformando le criticità in opportunità.”


L’Europa con il Next Generation UE ha messo a disposizione risorse economiche impensabili - ancorché indispensabili - per superare la crisi economica e traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione. Sta ora agli Stati Membri mettere a terra gli obiettivi dei vari Pnrr, dettando le linee per l’utilizzo delle risorse.


“La digitalizzazione delle industrie e la transizione energetica sono fenomeni trasformativi che proseguono in parallelo. Si tratta di cambiamenti epocali che vanno sicuramente supportati anche tramite una politica di incentivi, come avviene non solo in Italia”, ha sottolineato Marino.

“È importante che a essere sostenuta con denaro pubblico sia la cosiddetta innovazione incrementale: non dobbiamo ricevere sovvenzioni, ma finanziamenti per sostenere i progetti di innovazione che si aggiungono a quelli che l’azienda già pianifica a prescindere dagli incentivi. Soprattutto in un momento come questo in cui esiste una politica di sostegni molto spinta in varie zone del mondo, sarebbe importante che queste sovvenzioni fossero erogate pensando a quale effetto benefico possano avere su tutta la catena del valore”.