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Efficienza energetica e ripresa economica, l’Europa punta sulla casa

Far ripartire l’economia e decarbonizzarla. Questi sembrano gli obiettivi cardine della strategia europea per uscire dalla profonda crisi generata dalla pandemia da Covid-19.

E in quale settore è racchiusa quella carica innovativa capace di rendere l’Europa più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale? Ma nel caro, vecchio mattone, of course!


È quanto emerge dalla tavola rotonda del Comitato economico e sociale europeo (EESC) promossa dalla TEN Section (Transport, Energy, Infrastructure and the Information Society), secondo cui la ristrutturazione degli edifici rappresenta un’opportunità unica per aumentare il benessere dei cittadini europei e creare nuovi posti di lavoro.

“Le persone, proprio a causa della pandemia, trascorrono ormai gran parte del loro tempo nella propria casa” ha esordito la presidente della TEN Section, Baiba Miltoviča. L’abitazione è diventata infatti, per moltissimi europei, il principale luogo di lavoro e il centro della vita quotidiana.

“Tuttavia, il patrimonio edilizio sta invecchiando: l'85 per cento è stato costruito prima del 2001 e si stima che il 95 per cento degli edifici oggi esistenti saranno ancora in piedi nel 2050”.

L’obiettivo della Commissione europea è di raddoppiare i tassi annuali di rinnovamento edilizio energetico nei prossimi dieci anni; una vera e propria ondata di ristrutturazioni con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini europei, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e creare fino a 160.000 nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni.

Non solo efficienza energetica, però. È necessaria - secondo la presidente Miltoviča - anche una particolare attenzione a come vengono alimentati gli edifici, con quali fonti di energia, insieme a nuove misure a contrasto della povertà energetica, anche se molti Paesi non ne hanno ancora stabilito una definizione univoca.


Riqualificazione del patrimonio edilizio, pubblico e privato, che è contenuta anche tra le proposte in una delle sei Missioni in cui si articolerà il PNRR, alla voce Rivoluzione verde e transizione ecologica: 29,35 miliardi sono infatti destinati essenzialmente a finanziare la messa in sicurezza e la riqualificazione di scuole, edifici comunali, edilizia giudiziaria... “Interventi assai costosi - commenta Giuseppe Gatti su Nuova Energia - di sostegno all’edilizia e al suo indotto. Contribuiscono indubbiamente in qualche misura anche all’efficienza energetica, senza però introdurre alcun elemento di innovazione”.

Come a dire: oggi accontentiamoci di rinnovare. Per innovare domani, chissà.