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Cala la domanda di carbone. Anzi no…

Una minore richiesta di elettricità e la recessione economica conseguenza delle restrizioni dovute al Covid-19 hanno fatto diminuire la domanda globale di carbone del 4 per cento nel 2020. Calo che, sempre secondo le stime della IEA (International Energy Agency) rappresenta il più grande mai registrato dalla Seconda guerra mondiale.


La minore domanda di elettricità non è stato però l’unico fattore che ne ha ridotto il consumo nel 2020; un ruolo importante lo hanno avuto anche l’aumento dell’offerta di energie rinnovabili e la concorrenza del gas naturale.

L’analisi della IEA evidenzia che solo la Cina - l’unica grande economia che ha segnato una crescita positiva del PIL, del consumo energetico e dell’uso di elettricità nel 2020 - ha visto crescere il consumo di carbone dello 0,6 per cento a 3,86 miliardi di tonnellate, raggiungendo il quarto livello più alto nella sua storia, dopo il 2012, 2013 e 2014.

Con la ripresa economica prevista e auspicata nel 2021 si avrà però una netta inversione di tendenza, con la domanda globale di carbone che aumenterà del 4,5 per cento, portando la domanda sopra i livelli del 2019.

“Come indicato in dettaglio nella nostra recente Net Zero by 2050. A Roadmap for the Global Energy Sector - ha dichiarato Fatih Birol, executive director della IEA - i governi devono andare oltre l’impegno a ridurre le emissioni e adottare misure concrete per accelerare gli investimenti in soluzioni di energia pulita pronte per il mercato e promuovere l’innovazione nelle tecnologie”.