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Data economy in Europa: Italia nella media ma UE lontana da Cina e USA

Presentato a Bruxelles lo studio congiunto The EU’s Data Strategy from a multifaceted perspective. Views from Southern Europe realizzato da PromethEUs, la rete di think tank dell’Europa meridionale. L’Italia è a metà della classifica europea nell’utilizzo dei Big Data e del cloud computing. Unione Europea in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina.

La ricerca - che vuole fornire il punto di vista dei Paesi del sud Europa nella discussione sulla strategia UE in materia di data economy, misurare i progressi nel percorso di innovazione tecnologica e le sfide ancora da affrontare in ambito digitale - evidenzia come il valore del mercato dei dati nell’Unione Europea abbia raggiunto i 72.963 milioni di euro, con una crescita del 12,6 per cento rispetto al 2021.


Tra gli Stati membri, la Germania detiene la quota maggiore, con un valore di 20.351 milioni di euro e un aumento del 13,1 per cento rispetto al 2021; seguono Francia (+14 per cento) e Italia (+12,2 per cento). I primi cinque Paesi - Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Spagna - rappresentano il 68 per cento del mercato dei dati della UE. Le previsioni indicano che il mercato dei dati dell’UE raggiungerà i 116 miliardi di euro entro il 2030, con Spagna e Italia che contribuiranno in modo significativo a questa crescita, insieme alla Germania.


Dal punto di vista geopolitico, la strategia dei dati è strettamente legata all’autonomia strategica dell’UE e alla promozione della sua prospettiva globale sulla tecnologia, considerando tre aspetti: sicurezza, economia e diritti. Resta un problema di coordinamento tra gli Stati membri: mancano gli incentivi a condividere i propri dati, insieme ai rischi di un controllo normativo e di una capacità di monitoraggio insufficienti o troppo onerosi da parte degli organi di vigilanza.


“Le politiche dell’UE devono mirare a ridurre le disparità all’interno del continente - ha dichiarato Stefano da Empoli, presidente di I-Com e coautore dello studio - utilizzando un mix di fondi europei e nazionali. Il PNRR è una grande opportunità per accelerare questa convergenza e non dovrebbe essere sprecata. Maggiori investimenti in ricerca e innovazione e una revisione dei programmi educativi dovrebbero essere una priorità”.

La rete PromethEUs - composta dall’Elcano Royal Institute (Spagna), dall’Istituto per la Competitività I-Com (Italia), dalla Foundation for Economic and Industrial Research IOBE (Grecia) e dall’Institute of Public Policy (Portogallo) - ha inoltre effettuato un’analisi sulla preparazione digitale nel settore sanitario. Il nostro Paese è al 18° posto nell’UE, tre gradini dopo il Portogallo. In Europa meridionale la Spagna occupa la migliore posizione in classifica - è settima - mentre la Grecia risulta essere la meno preparata (25esima).

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