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Comunità energetiche, un’occasione anche per l’Italia?

Sul palcoscenico mediatico, non solo italiano, lo scenario energetico è dominato dalle comunità energetiche rinnovabili. Una novità che anche nel nostro Paese potrà dare ai consumatori finali di energia elettrica la possibilità di produrre energia elettrica green condividendola con altri utenti.

In attesa dei decreti attuativi, abbondano convegni per capire come cogliere al meglio questa opportunità, che potrebbe modificare a fondo la situazione energetica italiana. Un’analisi dello stato dell’arte è proposta da Roberto Napoli, editorialista di Nuova Energia.


“Tra PNIEC e PNRR è in arrivo una grande quantità di fondi - scrive Napoli - che saranno effettivamente accessibili dopo l’approvazione da parte della UE del decreto predisposto dal MASE che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili”.

Cosa ad oggi ancora non semplice, anche perché i testi sono contemporaneamente complessi e carenti. Partendo dalle diverse aggregazioni di utenti identificate dalla normativa, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e le Aggregazioni di autoconsumatori di Energia Rinnovabile (AER).


“Le sigle non mancano - continua Napoli - tranne una: CEE, alias Comunità Energetiche Eunuche. In effetti, le entità previste sono state castrate da una normativa che ne impedisce la possibilità di partecipare a pieno titolo al mercato elettrico, in armonia con le potenzialità derivanti da una vera liberalizzazione”.

L’Italia, che ha una grandissima tradizione elettrica e ha tutte le potenzialità per essere all’avanguardia nell’innovazione, non può mancare questa occasione.

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