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Città sostenibili, grazie al teleriscaldamento (e al PNRR) si può!

Accelerare la transizione energetica e agevolare gli investimenti nell'energia rinnovabile. Questo, in sintesi, quanto ci chiede l’Europa, che ci sprona ad utilizzare i tanti fondi messi a disposizione per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di neutralità climatica.

Dare ulteriore impulso allo sviluppo sostenibile è al centro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) forte di una dote di 222,1 miliardi di euro (divenuti poi 235,1 con l’aggiunta delle risorse del Fondo Complementare e del React EU) e articolato in 6 missioni. All’interno della missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica, il PNRR prevede fondi a sostegno dello sviluppo del teleriscaldamento, tecnologia che può essere determinante per una maggiore sostenibilità ed efficienza energetica dei centri urbani.


Sviluppo sostenibile, risparmio di energia primaria, efficientamento e tutela dell’ambiente sono al centro anche del Piano industriale del Gruppo Hera - multiutility con sede a Bologna attiva nei servizi ambientali, idrici ed energetici - che ha annunciato 150 milioni di euro di investimenti per le reti di teleriscaldamento nel periodo 2023-2026; di questi, 50 milioni di euro finanziati proprio dal PNRR.


Tre progetti del Gruppo - a Bologna, Ferrara e Forlì - dedicati alle reti di calore si sono infatti aggiudicati un finanziamento nell’ambito della Mission 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un programma di sviluppo che permetterà di ottenere importanti benefici ambientali e di risparmio energetico: 68.000 tonnellate di CO2 e 96 tonnellate di Nox evitate ogni anno, oltre a un risparmio di circa 34 milioni di metri cubi di gas metano.


“Siamo molto orgogliosi - ha dichiarato Cristian Fabbri, direttore centrale Mercato del Gruppo Hera - di poter amplificare gli investimenti sui territori anche grazie ai contributi del PNRR. Un risultato che testimonia la validità dei nostri progetti e le competenze dei professionisti che lavorano in azienda”.

Interventi di questo tipo attestano ulteriormente l’impegno della multiutility nella transizione energetica, per un minore consumo e un migliore utilizzo dei combustibili fossili, fondamentale anche alla luce della situazione attuale. Un esempio di questa determinazione è l’obiettivo di riduzione delle emissioni che Hera si è data, tra i più ambiziosi in Italia per un’azienda del suo comparto: 37 per cento in meno entro il 2030 rispetto ai valori del 2019, validato dal network internazionale Science Based Target initiative.


Da soli, i tre progetti teleriscaldati porteranno a un minore consumo di fossili per 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l’anno (tep) ed eviteranno l’emissione di 28.700 tonnellate di CO2, contribuendo così al raggiungimento del traguardo previsto dal PNRR di ridurre entro il 2026 i consumi energetici di almeno 20.000 tep/anno proprio grazie al teleriscaldamento.

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