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Besseghini (ARERA): “L’opportunità in questo momento la fanno i prezzi”

Come fare innovazione in uno scenario di crisi, soprattutto energetica? Se è vero che in ogni crisi è racchiusa anche una opportunità, è altrettanto vero - commenta Stefano Besseghini, presidente ARERA - che “le opportunità si colgono solo se ci si è preparati per tempo. Quello che manca in Italia da sempre, non da adesso, è coltivare con sistematicità il tema dell’innovazione”.

Stefano Besseghini (ARERA)
© I-Com

Chiamato a concludere i lavori del convegno di presentazione del Rapporto annuale dell’Osservatorio sull’innovazione energetica I-Com, curato da Antonio Sileo, Stefano Besseghini ha parlato di ricerca, sviluppo e innovazione, precisando che “solo l’innovazione ha un livello di maturità tecnologica molto alto, va direttamente a mercato, fa brevetti: in altre parole, restituisce all’investitore una significativa capacità competitiva”.


Come Sistema Paese, manchiamo del capitolo a monte: lo sviluppo.


“Siamo anche abbastanza bravi a fare ricerca, ma quando la dobbiamo far diventare sviluppo precompetitivo siamo sempre poco efficaci. L’innovazione, che ne è figlia, fa quindi sempre un po’ fatica. Detto questo, l’opportunità in questo momento la fanno i prezzi”.

Con prezzi dell’energia così elevati ci sono spazi maggiori per inserire nuove opportunità di efficientamento, di migliore comportamento di consumo, di innovazione tecnologica. In passato sono state numerose le discussioni su aspetti implementativi che determinavano per il consumatore vantaggi economici modesti. Oggi il potenziale di risparmio percentualmente è sempre quello. ma in valore assolto fa la differenza.



“Io oggi una campagna informativa, una sensibilizzazione sui comportamenti di consumo la farei. La metterei nella dimensione delle no regrets choice: se la faccio sicuramente non sbaglio.
Alcuni elementi comportamentali incidono significativamente, per questo ci sono buone linee di comportamento e di efficientamento che ha senso sviluppare.

Per mia natura credo molto nell’efficienza passante, quella che il consumatore non vede come l’ABS nell’automobile: uno non impara a frenare perché studia; c’è l’ABS che frena per lui. Tutti i meccanismi che in questo momento riescono a stimolare comportamenti automatici (chiamiamoli così) andrebbero stimolati e utilizzati”, conclude il presidente di ARERA.