Politiche di decarbonizzazione, serve una nuova stagione europea

Conferenza efficienza energetica

L’Europa sembra aprire a una nuova stagione di politiche energetiche: il Green Deal è messo in discussione e si cercano strade pragmatiche per la decarbonizzazione. Al centro, strumenti già disponibili e collaudati, con l’efficienza energetica come priorità: pompe di calore, cogenerazione, teleriscaldamento, biocombustibili, recupero da rifiuti e anche nucleare. Se ne discuterà il 26 e 27 novembre a Roma, alla XVII Conferenza nazionale sull’efficienza energetica degli Amici della Terra.

Conferenza efficienza energetica

Il fallimento del Green Deal europeo è ormai dichiarato da più parti. Il programma non ha determinato alcuna leadership europea strategica o tecnologica e ha contribuito a una irrisoria riduzione delle emissioni globali: appena il 6 per cento della quota globale, contro il 15,2 per cento nel 1990. Ha invece portato all’aumento del costo dell’energia per famiglie e imprese e al crollo delle produzioni industriali.

Come scrive David Carretta sul Foglio, “il voto di giovedì 13 novembre al Parlamento Europeo sull’Omnibus sostenibilità sarà ricordato come la prima volta in cui il Partito Popolare Europeo si è alleato con l’estrema destra, rifiutando ogni compromesso con socialisti, liberali e verdi”.

Secondo quanto si legge in Europa Ore 7 – la bella newsletter del Foglio realizzata da David Carretta con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo – “al di là delle manovre di palazzo, il voto dimostra che l’Unione Europea nel suo complesso vuole rimettere in discussione le misure del Green Deal”. La spinta viene dai capi di Stato e di Governo; un cambio di rotta per privilegiare la competitività e proteggere i cittadini dal prezzo dell’energia.

“Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e i ricatti della Cina su minerali rari e chip – conclude David Carretta – hanno imposto quello che alcuni definiscono il momento della verità”.

Anche secondo gli Amici della Terra “le correzioni di rotta in corso di definizione da parte dell’UE sono tardive e insufficienti: non ha senso continuare a porre obiettivi irrealistici, divieti non condivisi e obblighi che si stanno rivelando socialmente, ambientalmente ed economicamente insostenibili e che rischiano di provocare il rigetto e lo smantellamento indiscriminato delle politiche ambientali”.

È tempo, in Italia e in Europa, di una transizione possibile che definisca nuove strategie sulla base dell’esperienza e di previsioni costruite sui dati rilevati. “Non si tratta di rinunciare alla decarbonizzazione – proseguono gli Amici della Terra – ma di tracciare un percorso pragmatico, socialmente ed economicamente accettabile, fondato su obiettivi realistici”.

Una transizione che valorizzi tutte le soluzioni disponibili nel breve, medio e lungo periodo, senza preclusioni ideologiche, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica. A partire dai miglioramenti dell’efficienza energetica – che resta per gli Amici della Terra la priorità – all’impiego di pompe di calore, teleriscaldamento, cogenerazione, biocombustibili, fino all’utilizzo dell’energia nucleare.

Se ne parlerà a Roma, il 26-27 novembre 2025 a Palazzo Baldassini, alla XVII Conferenza nazionale sull’efficienza energetica promossa dagli Amici della Terra. Il programma è fitto e ricchissimo: vale la pena farci un salto.

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